Premio miglior Chef Emergente: è di scena il Lazio.
I cuochi più bravi della Capitale si sono sfidati in una competizione a colpi di pecorino, puntarelle e baccalà, rivisitando per l’evento celebri ricette romane in chiave contemporanea.

Stefano Preli, primo chef in gara per la regione Lazio
Per Stefano Preli, trentenne romano, tutto è iniziato da bambino, quando giocava a mettere le mani nella farina e nell’acqua per ottenere un impasto e per occupare un paio di ore del pomeriggio.
La passione per la cucina è sempre stata presente, tant’è che, ormai grande, si è iscritto al corso per cuochi professionali del Gambero Rosso, scoprendo un amore ed un talento che non pensava di avere.
Terminato il corso inizia a girare l’Italia, imparando sempre di più nuove tecniche ed affinando le sue potenzialità torna a Roma, dove vince il premio qualità/prezzo indetto dalla guida del Gambero Rosso “Ristoranti d’Italia”. Da lì un incontro decisivo, inizia a lavorare con lo chef Antonello Colonna, all’ ”Open Colonna” , a Roma. Dal 2009 è Chef presso il ristorante “Pastificio San Lorenzo” , sempre nella capitale, di cui dice essere molto orgoglioso, perché è come se quei fornelli li avesse visti nascere.
La sua cucina è vicina alle tradizioni romane, ma creativa. Propone una linea Street food italiana/romanesca, come Uovo in camicia di pane raffermo, misticanza di campo e salsa al pecorino della sabina, Spaghetti “Martelli” con sugo di trippa di baccalà alla romana e Spaghettoni “Verrigni”cacio & ovo, animelle d’agnello,asparagina selvatica e aneto.

Uovo in camicia di pane raffermo, misticanza di campo e salsa al pecorino della sabina,

Preli impiatta con cura i suoi spaghetti

...poi li spolvera con del Pecorino rigorosamente Romano

Spaghetti "Martelli" con sugo di trippa di baccalà alla romana

Roberto Campitelli, secondo chef in gara per la regione Lazio
Chef del suo ristorante “L’Osteria di Monteverde” di Roma, è il ventottenne, romano, Roberto Campitelli, che ha realizzato il suo sogno: quello di aprire un locale tutto suo, insieme al suo amico e socio Fabio Tenderini.
Vicino i suoi fornelli riesce ad esprimersi al meglio, proponendo la classica cucina romana con piccole rivisitazioni, dettate dal suo gusto personale, ma anche dall’esperienza che Roberto ha fatto, oltre che in Italia, anche all’estero, come Gnocchi di patate con cicale di mare, asparagi selvatici e yogurt artigianale, Torta rustica di coratella nella vignarola e Torta dolce meringata al formaggio Marzolina con fragoline di Nemi e Cesanese del Piglio.
La sua cucina rispetta sempre la stagionalità dei prodotti e si serve delle materie prime di qualità. Il giovane chef adora le verdure, le carni nazionali, in particolare il “quinto quarto” d’agnello, i pecorini in tutte le loro varianti ed i formaggi tutti.
Ha uno speciale occhio di riguardo per il pesce azzurro, soprattutto quello del Circeo, che gli permette di offrire piatti eccellenti e salutari a prezzi ragionevoli ed appetibili a tutti. Nel poco tempo libero che gli rimane si rilassa con birra artigianale, musica rock e buoni amici.

Torta rustica di coratella nella vignarola

Roberto Campitelli illustra alla giuria le sue ricette

Gnocchi di patate con cicale di mare, asparagi selvatici e yogurt artigianale

Campitelli sorride rilassato al termine della sua performance Alessandro Cannata terzo chef in gara per la regione Lazio

Alessandro Cannata terzo Chef in gara per la regione Lazio
Testardo, determinato e appassionato del suo lavoro è Alessandro Cannata, trent’anni, nato a Roma. Dal 2010 è lo Chef del frequentatissimo ristorante della capitale “Moma”.
E’ un ragazzo curioso, insaziabile di conoscere, ma, soprattutto, di apprendere nuove tecniche per aggiornarsi e diventare più abile in cucina. Dopo il diploma scientifico, decide di iscriversi all’Istituto Alberghiero per soddisfare il suo desiderio di diventare chef.
La sua esperienza si è divisa tra estero, Italia e navi da crociera. Oltre l’amore per i fornelli, ha varie passioni, la più importante è il pugilato, ma adora anche il motociclismo e le moto da corsa. La musica è protagonista della sua vita, compagna di tutti i suoi momenti importanti. Quando ha tempo cerca di andare a vedere mostre d’arte.
Il suo sogno: gestire un ristorante in cui poter esprimere le sue idee applicate secondo tecniche moderne su una materia prima di eccellente qualità.
La sua cucina, infatti, cerca di proporre piatti nuovi, come il Baccalà salsa cicoria selvatica, puntarelle e mollica alle alici, Petto d’anatra con gel di patate allo zafferano leggermente affumicato ed insalatina di stagione e Pasta soffiata con mousse di agnello e carciofi.

Cannata impiatta la sua interpretazione della colazione tipica pasquale romana

Colazione di Pasqua

Alessandro Cannata propone la sua versione di baccalà

Baccalà salsa cicoria selvatica, puntarelle e mollica alle alici